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Il caso Monticchiello

da http://www.ecquologia.it/sito/pag1043.map?action=single&field.joined.id=57796&field.joined.singleid=62616

Lottizzazione Monticchiello

Giovedì 12 Ottobre 2006 Fabio Roggiolani interviene alle ore 16.00 sul portale di Repubblica.

ECOMOSTRI E SCEMPI URBANISTICI IN TOSCANA: il caso Monticchiello - 12/10/2006

Monticchiello (Pienza). Provincia di Siena - Monticchiello, sede del "Teatro Povero Tradizionale Toscano", una delle più interessanti espressioni culturali della provincia di Siena e di tutta la Toscana, rientra in uno scorcio di territorio riconosciuto di recente come Patrimonio mondiale dell'Unesco.

Concepire, proprio a ridosso del centro storico del borgo, 87 nuovi alloggi distribuiti in 12 comparti edilizi, per un totale di 300 nuovi residenti, in una comunità che conta poco più di 150 anime è totalmente assurdo.

Per di più senza alcuna cura ed attenzione per il paesaggio circostante.

Questa operazione edilizia ha caratteristiche contraddittorie poichè le nuove palazzine, nate come abitazioni per residenti, saranno vendute invece come seconde case.

La centralità delle Regioni in maniera di assetto e gestione del territorio

E' lontana da me l'intenzione di aprire un conflitto politico con la dirigenza della Regione Toscana rispetto alla gestione del territorio e, più in generale, sullo stato dell'ambiente.

Dovremmo avere infatti, e mi riferisco a coloro che, in queste ultime settimane hanno preso posizione ufficiale a proposito della lottizzazione di Monticchiello e successivamente di Bagnaia, piena consapevolezza dei tempi che viviamo e della rapidità dei mutamenti: negli assetti produttivi, nella organizzazione delle città e del territorio, nelle relazioni economiche, sociali e culturali e questo in un quadro segnato anche da nuove sensibilità.

Ma è venuto il tempo in cui le dirigenze politiche sentano il dovere di esplicitare correttamente la loro posizione.

Mai come oggi avvertiamo tutta l'importanza di aderire alle novità, ma anche all'esigenza di cogliere meglio i processi che toccano direttamente il futuro della nostra economia e le condizioni di vita della gente e della nostra società.

Anche i programmi pertanto, richiedono capacità di aggiornamento e flessibilità in campi fondamentali come l'ambiente, le comunicazioni, le infrastrutture, l'energia, la ricerca, ma anche la qualificazione del sistema produttivo, delle politiche sociali e dei servizi.

Viviamo in una Regione che nonostante le difficoltà e l'accumularsi di fattori di rischio che ne riducono la capacità di tener testa agli aspri livelli di competizione internazionale ed interna, si colloca nelle fasce più alte della qualità della vita e dello sviluppo.

Eppure, e torniamo direttamente alla vicenda di Monticchiello, sembra spesso affievolirsi, se non perdersi, quelle capacità propositive di alto livello che oggi appaiono più che mai necessarie se vogliamo opporci all'impoverimento delle condizioni complessive, a guasti che toccano problemi strutturali del nostro sistema.

E' pertanto indispensabile pervenire ad un dibattito pacato, sereno, se possibile scevro, da insulti e da luoghi comuni, nel quale ricollocare il modello toscano che ha vissuto un periodo di forte sviluppo, basato su un'economia diffusa, che rispondeva alla domanda di occupazione, creando ricchezza anche se con costi sociali ed ambientali rilevanti.

Una sorta di "compromesso sociale" che ha caratterizzato, come sappiamo, una fase non breve della Toscana.

Bisogna affrontare con serietà la domanda: il compromesso è finito o perdura?

Quel periodo rappresenta il passato: oggi, in molte realtà, le difficoltà sopraggiunte hanno introdotto un nuovo modo di pensare.

Come Verdi, ambientalisti ma non fondamentalisti, sappiamo che le grandi scelte infrastrutturali vanno compiute, che non possiamo bloccare lo sviluppo urbanistico del territorio, che non possiamo lasciare le situazioni in bilico per troppo tempo.

Noi ci adopereremo per portare a conclusione una serie di questioni, a patto che, sul terreno critico delle osservazioni ci venga concessa la possibilità di dimostrare anche il contrario, a noi come agli altri soggetti che in questi anni si sono battuti e sono stati fuori dal coro delle amministrazioni pubbliche, di quelle amministrazioni legate alla politica del "mattone" come alla realizzazione "tout court" di nuovi tracciati autostradali.

E' per questo che consideriamo sbagliate le edificazioni a Monticchiello perchè alimentano quella visione passata di una vecchia immagine di una Toscana che noi non vogliamo più vedere.

Pertanto propongo di percorrere assieme una strada che passa per un ripensamento culturale del modello toscano, che promuova al suo interno lo sviluppo della qualità e non la mera conta di numeri e che veda la Toscana divenire un laboratorio per l’unità, la coesione politica ed istituzionale di tutte le forze dell'Unione.

Questa è una grande sfida che la nostra Regione deve saper cogliere.

Fabio Roggiolani - Consiglio Regione Toscana Gruppo Verdi per l'Unione

Lottizzazione Monticchiello


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