da http://www.presidente.regione.toscana.it/index.php?codice=17854
Denuncia del Presidente Martini: 'Un caso che non si ripeterà più
Monticchiello, l'ora delle lettere minatorie
Dopo le polemiche sui giornali, gli interventi delle istituzioni locali e il dossier richiesto dal ministro Rutelli, ora il caso Monticchiello rischia anche di entrare nelle cronache giudiziarie.
Il deputato di Rifondazione comunista Ezio Locatelli ha denunciato di aver ricevuto alcune lettere minatorie "che fanno riferimento all'impegno contro la lottizzazione" nel borgo medievale vicino a Pienza, la stessa denunciata sulle colonne di Repubblica il 24 agosto da Alberto Asor Rosa.
"Caso strano, dice Locatelli, ma le minacce arrivano alla vigilia della presentazione di un'interrogazione parlamentare ai ministri dei Beni culturali e dell'Ambiente".
E per l'11 settembre a Pienza è fissata la riunione della commissione di garanzia della Provincia di Siena, presieduta dal consigliere Lorenzo Rosso (presidente provinciale di An) che incontrerà il sindaco Marco del Ciondolo, su sua precisa richiesta.
Intanto la discussione va avanti.
Mentre i Verdi del consiglio regionale interrogano Martini "sui tanti "ecomostri" della Toscana, i Ds della federazione Amiata Val d'Orcia lanciano una pubblica sfida:
"Basta con gli slogan e i proclami di tanti politici ed ambientalisti, o presunti tali, che probabilmente non hanno neppure fatto un visita sul luogo della famosa lottizzazione di Monticchiello", dice il coordinatore Roberto Rappuoli.
Alcune giovani coppie hanno già acquistato un appartamento.
Le dichiarazioni di Asor Rosa e di altri che, come lui, hanno scelto la Val d'Orcia come luogo dove trascorrere le loro ferie, mi lasciano molto amareggiato.
Se ad alcuni va sicuramente il merito di aver aiutato le comunità locali ad aprire gli occhi verso un bisogno di salvaguardia del territorio, è anche vero che molti altri hanno costruito mega ville in campagna con piscina, anche chiudendo quelle strade che da sempre erano stato utilizzate dalla comunità locale".
In omaggio alla tradizione che vuole Peppone avversario di don Camillo, il parroco locale don Carlo Prezzolini sostiene tutt'altra tesi: "Più che casali toscani, come recita la pubblicità della società costruttrice, sembrano condomini da periferia cittadina", dice il prete.
Qui la situazione sociale non è idilliaca, ogni anno le nascite sono circa un quinto delle morti, spesso le rare coppie giovani che si formano vanno a vivere nei paesi vicini dove le case costano meno.
E per la prima volta nell'accesa diatriba si alza la voce del presidente della Regione Claudio Martini.
Che assicura: "Non ci sarà mai più, in Toscana, un caso Monticchiello.
Ma per favore non mettiamo in croce i sindaci. Per uno che sbaglia ce ne sono cento che tutelano e mantengono intatto il patrimonio storico e naturale dei loro territori, senza l'intervento dei Comuni che ne sarebbe stato del paesaggio toscano che tutto il mondo ci invidia?".
Di fermare la costruzione in corso dei novanta alloggi sulle colline, però, Martini non se la sente.
"Non si può risolvere tutto con il centralismo, con un sistema bonapartistico che devolva ogni responsabilità alla Regione o, ancora peggio, allo Stato.
Con questa logica in passato sono stati fatti scempi edilizi devastanti.
In ogni caso la Regione non ha margini giuridici per agire perchè la concessione è precedente ai regolamenti urbanistici in vigore.
Non condividiamo quell'opera e lo abbiamo detto ma non possiamo farci niente.
Solo rafforzare gli strumenti perchè in futuro non accada più.